Sfogliando uno dei magnetici fantasmagorici camaleontici romanzi del mio scrittore preferito -del quale non rivelerò il nome perché mi piace essere molesta- ho trovato una ricetta veloce e carina, vagamente radical chic, new wave italiana e free jazz punk inglese.
La chiameremo Uova alla Spielberg, perché a) sono paurosamente buone e b) sono di un verde brontosauro molto molto acceso
ingredienti per una persona (sono single, ok!?):
due uova;
mezzo avocado;
zenzero in polvere;
pepe nero macinato;
sale;
uno spicchio d’aglio;
preparazione:
scavate l’avocado con un cucchiaio dopo avergli tolto il nocciolo; la buccia dovrebbe venire via da sola a meno che non sia troppo acerbo -quindi duro-, in tal caso usate un bisturi!
in una terrina schiacciate con una forchetta la polpa di avocado fino a ridurla in poltiglia. unite sale, pepe e zenzero a seconda dei vostri gusti; mescolate il composto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto cremoso.
in una padella versate due cucchiai d’olio d’oliva, fate imbiondire uno spicchio d’aglio non appena l’olio si sarà riscaldato; rompete le uova nella padella (senza fare troppi danni) e fatele cuocere finché gli albumi non diventano marroncino-croccanterelli, a quel punto ribaltatele e portate a cottura il lato B delle uova allo stesso modo del lato A.
salate, togliete dal fuoco; servite in un piatto fondo con la salsa di avocado posta in maniera pittoresca e cinematografica sopra le uova. insomma appellatevi al vostro senso estetico, o chi per esso!
scegliete un contorno qualsiasi, basta che sgrassi la bocca. l’avocado infatti è inclemente, essendo tra i frutti più grassi del mondo, quindi se accompagnate il piatto con le patatine fritte…beh insomma, appellatevi al vostro fegato, o chi per esso!
io ad esempio l’ho servito (a me stessa) con patate lesse ripassate in padella.
la ricetta è veloce, gustosa e di derivazione artistico-letteraria. inoltre la salsa all’avocado è quasi una versione light della guacamole. devo aggiungere altro!?
Let’s EAT!
Pan

